martedì 27 novembre 2007

Espongo a Sarmede!

Ho realizzato questa immagine durante un corso di illustrazione a Sarmede, ed è stata scelta per essere esposta, nella sezione dedicata agli allievi della scuola estiva, all'edizione di quest'anno della mostra Le Immagini della Fantasia, che si tiene al Palazzo Municipale di Sarmede e dura fino al 16 dicembre.
L'illustrazione è ispirata alla fiaba cinese La Signorina Dolcepunto (l'estremo oriente è il tema scelto per la mostra di quest'anno); ho raffigurato la protagonista, un'abile e bellissima ricamatrice capace di dare letteralmente la vita alle sue creazioni, addormentata addosso al drago che ha creato con un lungo e paziente lavoro, durato sette giorni e sette notti.

lunedì 23 luglio 2007

Hennè

Amo moltissimo la tradizione indiana di decorare le mani con l'hennè, e talvolta provo a dipingermi la mano sinistra, tempo permettendo... Quello a lato è il mio ultimo "lavoro". In passato ho utilizzato modelli tratti dal libro Traditional Henna Design, edizioni Taschen; questa volta ho ideato il disegno.

domenica 22 luglio 2007

Perchè Nodi Fatati

Il titolo del mio blog è tratto da quello di una breve animazione da me realizzata nel lontano 2001 come tema d'esame per il corso di Teoria e Metodo dei Mass Media, tenuto dal mitico prof. Carlo Montanaro presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia. Si ispira alla credenza che i nodi che al mattino ci ritroviamo fra i capelli siano opera di folletti dispettosi. Si tratta di un lavoro molto amatoriale, interamente realizzato a mano, che ha richiesto solo un tavolo luminoso, una risma di carta, un pennarello e...tanta pazienza!
Per chi volesse vederlo, eccolo qui:

venerdì 20 luglio 2007

Schizzi e disegni

In attesa di scansire il mio lavoro più recente, pubblico gli studi per una delle immagini ispirate alla fiaba friulana di Brancafuart (nel post del 12 luglio la tavola finita).
Innanzitutto visualizzo le mie idee attraverso degli schizzi di piccole dimensioni, che mi servono soprattutto a verificare se la composizione funziona o, se ho in mente varie possibilità, quale funziona meglio. Sono schizzi molto sintetici e approssimativi, ma per me utilissimi. In questo caso, ho scelto la prima delle tre soluzioni che avevo immaginato.

Il passaggio successivo è il disegno vero e proprio. Siccome sulla carta per acquerello cancellare è poco opportuno, e io sono un'eterna indecisa, preferisco realizzarlo a parte e ricalcare la versione definitiva sul foglio apposito. In questo modo mi sento libera di modificare, pasticciare e usare un segno decisamente sporco in tutta tranquillità.
Poi non resta che dipingere!

mercoledì 18 luglio 2007

martedì 17 luglio 2007

Brancafuart: altre immagini


Procede, anche se con lentezza, il lavoro dedicato alla fiaba di Brancafuart. Ovvimente, le illustrazioni sono sempre in ordine sparso... Qui siamo all'inizio della storia, con Celestin che arriva alla casa di Brancafuart...trasportato da un'aquila!

giovedì 12 luglio 2007

Brancafuart: il lavoro procede...

Ecco una delle prime illustrazioni complete per Brancafuart. Peccato che sia...il finale! O quasi. Quando lavoro ad una fiaba inizio dalle immagini che mi paiono più interessanti in quel momento, senza seguire l'ordine che dovranno (dovrebbero?) avere.
Qui la madre di Brancafuart, inseguendo su un carro che non ha bisogno di essere trainato i due innamorati in fuga, si trova di fronte una magica foresta di rovi e spine e viene fermata. Insomma, siamo al punto in cui la cattiva viene sconfitta! Appena avrò sufficienti illustrazioni racconterò la fiaba per filo e per segno, come ho fatto per Sofia e Serena. Per il momento, c'è Il Castello dei Gatti. Le illustrazioni risalgono a qualche anno fa e sono un po' grezze, ma pazienza!

mercoledì 11 luglio 2007

lunedì 2 luglio 2007

Brancafuart: altri studi


Ecco la madre di Brancafuart, la cattiva della fiaba, che si oppone strenuamente al matrimonio dei due giovani innamorati.
Presto pubblicherò anche le immagini del padre e di Celestin, il protagonista.

Progetti: Brancafuart


Ecco i pimi schizzi per una nuova serie di illustrazioni, ispirata alla fiaba friulana, anzi cordenonese, di Brancafuart.
A sinistra, la zingara che predice il futuro a Celestin spingendolo a partire alla ricerca della bellissima Brancafuart, rappresentata nel disegno a destra. Ho deciso di darle un'aria esotica, perchè il protagonista la trova alla fine di un viaggio lungo e avvanturoso (si svolge in parte sul dorso di un'aquila!)

mercoledì 27 giugno 2007

domenica 24 giugno 2007

martedì 5 giugno 2007

SOFIA E SERENA: conclusione

Venne celebrato uno splendido matrimonio...

e an fat un pastin e un paston
e a mi che l'hai contada niancia un bocon
e 'a me an trat un uos ta la schena
c'a è tutta nuot che se remena.

(e hanno fatto un grande pranzo
e a me che l'ho raccontata neanche un boccone
e mi hanno tirato un osso sulla schiena
che è tutta la notte che mi fa male.)

giovedì 31 maggio 2007

SOFIA E SERENA: penultima puntata

Rassicurato, il principe la accompagnò fino alla carrozza, ma all'improvviso sentì una voce che cantava:

"Passera passeruta va' via dal gno panis!
La fia de me madrigna 'a va via cul gno nuvis!"


(Passero passerotto va' via dal mio cibo!
La figlia della mia matrigna va via con il mio fidanzato!)

Era Serena che, rinchiusa nello sgabuzzino, tentava disperatamente di attirare l'attenzione, prima che fosse troppo tardi.
"C'è qualcuno che canta..." Osservò il principe.
"Io non sento niente." Mentì Sofia. "Partiamo, altrimenti arriveremo in ritardo!"
Ma il principe ormai si era insospettito: tornò in casa, verso la stanza da cui proveniva la voce. Trovò la porta chiusa, ma la buttò giù facilmente con un calcio e potè abbracciare la sua Serena.

giovedì 17 maggio 2007

Coming soon?

Manca poco ormai alla conclusione di Sofia e Serena; intanto sto facendo progetti sulle prossime illustrazioni. Per il momento c'è solo qualche schizzo... e data la mia lentezza temo che ci vorrà un po' per le versioni definitive! Tuttavia eccoli qui: il primo è ispirato ad una fiaba cinese in cui la figlia del signore dei mari cerca un marito sincero, onesto e coraggioso.
Per incontrare il probabile futuro sposo, la principessa gli chiede di raggiungerla al vicino ruscello, dove lo attende distesa su una roccia, con i lunghissimi capelli che si confondono con l'acqua del fiume.



Qui a lato, invece, ci sono il progetto per un segnalibro in bianco e nero (ancora da rivedere), e un primo studio per illustrare Brancafuart, una bellissima fiaba tradizionale friulana in cui un giovane attraversa il mare trasportato da un'aquila alla ricerca di una splendida ragazza di cui conosce solo il nome, che è appunto Brancafuart.
E' uno schizzo molto grezzo, mi riprometto di lavorarci sopra appena ne avrò il tempo.

mercoledì 16 maggio 2007

SOFIA E SERENA: decima puntata

La mattina del giorno fissato per le nozze la matrigna chiamò Serena con una scusa e, all'improvviso, la gettò con una spinta nello sgabuzzino e chiuse la porta a chiave. Poi fece indossare a Sofia un vestito da sposa e la coprì di veli, in modo che il suo aspetto si potesse a fatica intravedere attraverso i pizzi ed il tulle. Quando il principe andò a prendere la fidanzata, fu Sofia ad andargli incontro. Mentre la accompagnava alla carrozza, però, il giovane notò qualcosa di strano.
"Ti vedo diversa, stamattina..."
"Forse è perchè sono molto pallida...Sai, stanotte non sono riuscito a chiudere occhio, ero così emozionata!" Rispose Sofia.

lunedì 14 maggio 2007

SOFIA E SERENA: nona puntata

Un giorno, alle due ragazze si presentò un'opportunità straordinaria: il principe del regno cercava moglie e aveva deciso di invitare tutte le giovani donne non ancora sposate ad un grande ballo a corte. In tutto il Paese fervevano i preparativi e anche Sofia e Serena attendevano la festa con impazienza. Finalmente giunse il gran giorno. Sofia era elegantissima, ma il principe non la degnò di uno sguardo; notò invece la bellezza di Serena e, nonostante la presenza di molte ragazze attraenti, ballò con lei per tutta la sera. Se ne era innamorato non appena l'aveva vista e volle fissare subito la data del matrimonio.
La matrigna acconsentì fingendo di esserne felice, ma dentro di sè provava solo rabbia: voleva che fosse sua figlia, non la figliastra, a salire sul trono. Da quel momento, non fece che pensare notte e giorno a come ingannare il principe, finchè le venne un'idea.

martedì 8 maggio 2007

SOFIA E SERENA: ottava puntata


L'indomani fu il turno di Sofia. Il vecchietto si ripresentò e chiese anche a lei:
"Per favore, potresti togliermi i pidocchi?"
"Ma non vede che sto lavorando?! Devo badare alla mia mucca, io!" Rispose la ragazza, con la solita maleducazione.
"Alla mucca posso pensare io." Insistette il vecchio. Ma Sofia lo scacciò dicendo:
"Se ne vada, che i suoi pidocchi mi fanno schifo!"
L'uomo si allontanò, ma la mucca iniziò a correre e a saltare attraverso i prati e non ci fu modo di fermerla. Alla sera si diresse da sola verso il paese, mentre Sofia tentava invano di raggiungerla, e tornò spontaneamente nella stalla, ma non voleva lasciarsi legare. Per calmarla, fu necessario chiamare Serena.

martedì 1 maggio 2007

SOFIA E SERENA: settima puntata


Giunse la primavera e quindi il momento di portare la mucca al pascolo. Le ragazze svolgevano questo compito un giorno ciascuna. Una volta, durante il turno di Serena, passò un vecchietto, che le chiese:
"Per favore, potresti togliermi i pidocchi?"
"Mi dispiace, ma non posso perdere d'occhio la mia mucca."
"Alla mucca posso badare io." Rispose il vecchio.
Serena acconsentì e iniziò subito a cercare i pidocchi fra i capelli dell'uomo. In realtà il vecchio era Gesù, venuto a metterla alla prova, e la sua stessa presenza fu sufficiente a far stare la mucca tranquilla per tutta la giornata.

domenica 29 aprile 2007

SOFIA E SERENA: sesta puntata

Poi chiamò le gatte che, ancora arrabbiate con la ragazza, la graffiarono dappertutto.
"Quando sarai a metà delle scale, guarda in su!"
La ragazza ubbidì, speranzosa, ma il gattone le rovesciò addosso un vaso da notte pieno di pipì.
Sofia arrivò a casa in lacrime.
"Povera figlia mia, come ti hanno ridotto!" Esclamò la madre e mandò Serena a scaldare l'acqua per prepararle un bel bagno nella stalla che, grazie al fiato della mucca, era la stanza più calda della casa.

venerdì 27 aprile 2007

SOFIA E SERENA: una nota sul dialetto

Vorrei spendere qualche parola sulle parti della fiaba che compaiono in corsivo: sono scritte in dialetto cordenonese, quello che utilizzava mio nonno per raccontarmi la fiaba. Il dialetto di Cordenons (cittadina in provincia di Pordenone) è una delle forme assunte dal friulano. Per la trascrizione delle filastrocche, che ho preferito riportare nella versione originaria per conservarne le rime e la sonorità, mi sono basata sulla grafia riportata da Rino Cozzarin nel suo Vocabolariu par Cordenons, edizioni Lucaprint. L'opera, che raccoglie il lessico e la grammatica del cordenonese, è valsa all'autore il premio Merit Furlan nel 2005.

SOFIA E SERENA: quinta puntata


"Va' di sopra dal gattone!" Risposero infuriate le bestiole. Con lui, la ragazza fu altrettanto scortese:

"Brut giaton
cun chel brut saton
che te lavoris cussì mamentron

(brutto gattone
con quella brutta zampona
che lavori così male)

dammi delle braci per accendere il fuoco!"
Il gattone andò su tutte le furie. Raccolse delle braci dal fuoco, ma prima di darle a Sofia le spense del tutto, buttandoci sopra dell'acqua.

giovedì 26 aprile 2007

SOFIA E SERENA: quarta puntata


La ragazza scese fino al pianerottolo, poi alzò la testa e, dall'alto, il gattone lasciò cadere una stella d'oro che andò a posarsi proprio sulla sua fronte e lì rimase. Quando la vide rincasare con quello splendido gioiello, Sofia si sentì rodere dall'invidia.
"Domani ci andrò io, a chiedere le braci alle gatte, così daranno una stella d'oro anche a me!" Decise.
Ma Sofia non era affatto gentile ed educata come la sorellastra. La sera seguente si recò dalle gatte, entrò senza bussare e si rivolse loro dicendo:

"Brutis giatatis
cun che brutis satatis
che lavorat cussì malamentron

(brutte gattacce
con quelle brutte zampacce
che lavorate così male)

datemi delle braci per accendere il fuoco!"

lunedì 23 aprile 2007

SOFIA E SERENA: terza puntata


La ragazza trovò il gattone intento a ravvivare il fuoco. Anche con lui fu molto gentile, infatti gli disse:

"Biel giaton
cun chel biel saton
che te lavoris cussì benon

(bel gattone
con quella bella zampona
che lavori così bene)

potresti darmi delle braci per accendere il fuoco?"
Il gattone, colpito dalla gentilezza di Serena, raccolse per lei le braci più grosse e, mentre gliele consegnava, disse:
"Quando sarai a metà delle scale, guarda in su!"

mercoledì 18 aprile 2007

SOFIA E SERENA: seconda parte


"Avanti!" Le risposero. La ragazza entrò in un'ampia stanza, illuminata e riscaldata dal fuoco del caminetto. Le gatte erano impegnate a filare la lana. Rivolgendosi loro con molta gentilezza, Serena chiese:

"Bielis giatis
cun che bielis satis
che lavorat cussì benon

(belle gatte
con quelle belle zampe
che lavorate così bene)

potreste darmi delle braci per accendere il fuoco, per favore?"
"Dovresti parlare con il gattone: è di sopra, sali pure!" Risposero.

SOFIA E SERENA


Ecco la prima parte della fiaba che ho trascritto e illustrato.
SOFIA E SERENA
C'era una volta una ragazza di nome Serena.
Aveva perso entrambi i genitori e viveva con la matrigna, che il padre aveva sposato in seconde nozze poco prima di morire, e una sorellastra, Sofia. Serena era bella e dolce, ma la matrigna la maltrattava: la costringeva a svolgere da sola la maggior parte delle faccende domestiche.Al contrario, viziava Sofia, la sua brutta figlia, che diventava ogni giorno più arrogante e maleducata.
Una sera d'inverno le tre donne si dimenticarono di alimentare il fuoco del caminetto e lo lasciarono spegnere del tutto; per riaccenderlo, servivano delle braci da ravvivare. Non appena se ne accorse, la matrigna ordinò a Serena:
"Vai dalle gatte e fatti dare delle braci!"
Nella casa accanto abitava, infatti, una famiglia di gatti. Serena bussò alla loro porta.

martedì 17 aprile 2007


Questa è Arwen, la mia musa. Qui sembra dolce, magari un po' sorniona; in realtà è piuttosto scorbutica: difficilmente si struscia per chiedere coccole, detesta essere presa in braccio guarda noi umani con un'aria di superiorità molto aristocratica e tipicamente felina... E' anche abbastanza pigra da permettermi di ritrarla in qualche schizzo veloce. Qui il colore del pelo non si vede, ma è a lei che mi sono ispirata per le gatte delle mie fiabe.

domenica 15 aprile 2007

Fiabe e Gatti


Ho realizzato questa immagine ispirandomi alla mia fiaba preferita. Preferita non tanto, non solo per la trama, ma perchè associata ai miei ricordi d'infanzia, al nonno sempre pronto a raccontarmela, con partecipazione e convinzione... e per la presenza, da comprimari, dei gatti, che amo!
Non l'ho incontrata in nessun libro e, non volendo che vada perduta, l'ho trascritta e illustrata, per pubblicarla un po' alla volta. Questa è, idealmente, la copertina